Petrolio
Accoppiare cibo e petrolio in Laguna potrebbe suonare strano, ma suonano in realtà come il binomio Venezia e l’Antropocene per niente affatto improbabile, ma combinazione utile e (dolorosamente) necessaria1. La coppia apre ad una serie di riflessioni rispetto alla natura del sistema alimentare lagunare oggi dominante che, come nel resto dei paesi occidentali, ha profonde implicazioni con il sistema di estrazione, scambio e sfruttamento dell’oro nero.
Un rapporto del 2001 indicava che mangiamo petrolio, tanto il regime alimentare dominante di cheap food dipende oggi dal greggio2,3. Anche il sistema cibo lagunare è per la sua maggiorparte subordinato a questo regime petroalimentare globale che fa capo a logiche planetarie in tutte le sue fasi. Per indagare le relazioni tra cibo e petrolio in Laguna, si potrebbe ripercorrere la storia del Petrolchimico o, meglio, della Petrolchimica, così com’era declinata al femminile nei suoi primi vent’anni di esistenza4.
La Petrolchimica era nata all’inizio di quella transizione tecnologica che avrebbe determinato il successo della rivoluzione verde: il passaggio dalla chimica del carbone alla chimica degli idrocarburi, cioè il metano e il petrolio, finalmente reperibili in grandi quantità da paesi terzi. La Petrolchimica, infatti, era una delle fabbriche dei veleni italiane5 dove si ricavava dal petrolio – oltre a detersivi, scarpe, frigoriferi, giubbotti, imbottiture, elastici e colle – anche i fertilizzanti chimici che venivano esportati principalmente nel nord Europa. Il petrolio infatti è stato, insieme all’abbondante apporto di fosforo e d’acqua, l’elemento che ha favorito la crescita della produzione agricola per ettaro coinvolgendo una trasformazione radicale dei paesaggi agrari occidentali e della cultura contadina. Anche in Laguna l’utilizzo di fertilizzanti e pesticidi chimici derivanti da petrolio e gas naturale hanno avuto delle importanti conseguenze sull’aumento della produttività locale. Ma ne ha avuto altrettante sui suoli, l’aria e soprattutto i corpi idrici lagunari che raccolgono le acque del bacino scolante della pianura veneta, e che, stando ad una recente relazione Arpav sul loro stato ambientale, presentano una situazione allarmante per la salute degli abitanti e di tutte le specie dell’ecosistema lagunare da cui attingono sostentamento6,7.
La Petrolchimica era anche uno di quei luoghi in cui ha preso vita il mercato delle materie plastiche, che aprivano a numerose opportunità di commercializzazione anche nei mercati legati al sistema alimentare. Basti pensare alla produzione agricola e alla pesca e ai progressi tecnici permessi dall’utilizzo di nuovi strumenti e materiali plastici (tubi, contenitori, maglie, teloni, coperture, serre, reti, lenze etc.), che hanno gradualmente trasformato le tecniche agricole e ittiche e hanno invaso il paesaggio produttivo lagunare. La plastica ha offerto delle importanti opportunità di sviluppo anche al mercato della distribuzione dei generi alimentari avvolti nel cosiddetto packaging e conservati in sistemi frigoriferi, tecnologie che hanno contribuito all’emergere della Grande Distribuzione Organizzata. Grazie alle materie plastiche e al petrolio, la proliferazione di ipermercati, grandi magazzini e centri commerciali hanno drasticamente trasformato il regime alimentare lagunare introducendo alimenti provenienti anche da molto lontano.
Oggi la Petrolchimica e tutto il polo di Marghera attraversano una nuova fase di transizione iniziata verso il 2009, inscritta in un processo europeo di decarbonizzazione, in cui il petrolio è visto in relazione ai suoi effetti sul clima, la principale minaccia per il futuro del sistema alimentare di cheap food. In Laguna l’industria petrolchimica lascia spazio a quella della chimica di base e alla chimica “verde” prodotta da biomasse, e al riciclo di rifiuti8. Nel sistema alimentare lagunare è proprio il rifiuto plastico che torna ad avere, secondo la logica di rivalorizzazione chiamata End of waste, un nuovo ruolo nella produzione di energia e di packaging. Infatti, da un lato è nel sito di Fusina che Eco+Eco, una società controllata da Veritas, trasforma il rifiuto secco costituito principalmente da plastiche derivanti da rifiuti solidi urbani in combustibile solido secondario (Css), rifiuti che hanno un discreto potere calorifico e dalle quale si ricava energia elettrica9. Dall’altra parte invece la plastica è reintrodotta nel ciclo degli imballaggi, come nel caso del nuovo investimento Eni sul centro Versalis che dovrebbe occuparsi del riciclo meccanico avanzato delle plastiche post consumo, ovvero rifiuti plastici selezionati dalla raccolta differenziata, per produzione di polimeri stirenici, in particolare polistirene e polietilene alta densità per il packaging e l’edilizia10. La storia tra cibo e petrolio in laguna sarà ancora molto lunga.
1 De Capitani E. 2022. “Introduzione”, in Baldacci C., Bassi S., De Capitani L., Omodeo P. D. (a cura di) Venezia e l’Antropocene. Una guida ecocritica (pp 9-26). Venezia. Wetlands.
2 Jones A., 2001. Eating Oil. Food Supply in a Changing Climate, Sustain and Elm Farm Research Center. https://www.sustainweb.org/reports/eating_oil/.
3 Patel R., Moore J.W., 2017. A history of the world in seven cheap things. A guide to capitali.
4 Zazzara G., 2009. Il petrolchimico. Padova: Il poligrafo.
5 Casson F., 2015. Le fabbriche dei veleni. Venezia: La Toletta.
6 Dipartimento Regionale Qualità dell’Ambiente Unità Organizzativa Qualità Acque Interne, 2020. Stato ambientale dei corpi idrici del bacino scolante nella laguna di Venezia, Arpav. https://www.arpa.veneto.it/temi-ambientali/acque-interne/acque-interne/bacino-scolante/relazione_stato_ambientale_bsl_2020_.pdf/@@display-file/file.
7 Misuraca L., 2022, “Pfas, dati preoccupanti nella laguna di Venezia. Le responsabilità dell’agricoltura chimica”, in il Salvagente, https://ilsalvagente.it/2022/06/27/159634-pfas-venezia/.
8 Versalis, 2022, Versalis: prosegue la trasformazione Eni di Porto Marghera, https://versalis.eni.com/assets/documents/versalis/it/news/comunicati-stampa/2022/cs%20Versalis%20Porto%20Marghera.pdf
9 Trifirò F., 2018. “Alla fine si salva la chimica di base a Marghera e quella del Nord Italia”, in La Chimica e l’Industria, Newsletter, ISSN 2532-182X – 2018, 5(1), gennaio/febbraio.
10 Veritas, Tracciabilità dei rifiuti, GruppoVeritas, https://www.gruppoveritas.it/il-gruppo-veritas/obiettivi/tracciabilita.
Crediti: Testo di Alessandra Marcon. Estratto da “Parole per la Laguna. Una lingua madre per l’Atlante del Cibo della Laguna di Venezia”(2022).